Le intenzioni di ricerca | Cosa cercano gli utenti

Molti pensano che per posizionarsi per una keyword basti creare un testo che la contenga, un contenuto di valore si intende. Ma sei sicuro che il contenuto di valore sia realmente esaustivo per l’utente? Stai realmente fornendo le informazioni che cerca a chi capita sul tuo sito?
In questo articolo voglio parlarti di come intercettare le intenzioni di ricerca delle persone, cioè come fornire un contenuto che sia utile sia ai motori di ricerca sia agli utenti.

Ok, non sto parlando di keyword long tail sulle quali non serve chissà quale sforzo per essere primi in SERP, ma bensì di keyword con una difficoltà media sulle quali bisogna cercare di offrire qualcosa in più rispetto al nostro concorrente.

Come posso capire cosa offrire in più rispetto ad un concorrente?persona dubbiosa

Come fai a capire cosa puoi dare in più se non hai ben capito cosa vuole realmente l’utente? E’ fondamentale capire bene questo passaggio per creare contenuti di valore “facilmente” posizionabili altrimenti rischiamo di perderci
nell’infinito labirinto della link building senza capire perchè dopo 100 link in ingresso la nostra pagina sta ancora li ferma in SERP come quando l’abbiamo creata.

Per questo è importante che dopo aver fatto un’analisi delle keyword (vedi qui), venga stilato un vero e proprio piano editoriale, in modo da intercettare le richieste dell’utente e proporgli un contenuto in linea con la sua ricerca.

Le 5 intenzioni di ricerca – I tipi di query

Esistono 5 tipi di query che raggruppano le intenzioni di ricerca di un utente nel web e sono:

  • Know (Informativa)
  • Go (Navigazionale)
  • Do (Azione)
  • Vital (Brand)
  • Personalized (Adattiva)

Ora ti spiegherò nel dettaglio facendo degli esempi queste query.

Know

Query <<informativa>>, l’utente chiede al motore di ricerca una risposta ad una domanda specifica. Ad esempio “Ricetta per torta alla cannella”, è facile capire che con questa query si sta cercando un’informazione specifica, che è appunta la ricetta della torta.

Go

Query <<navigazionale>>, qui l’utente ha un’intenzione di ricerca ben specifica: sta cercando una pagina precisa, un link.
Ad esempio: “Linkedin Login” è navigazionale, infatti si sta cercando la pagina di accesso a Linkedin.

Do

Query di <<azione>>, in questo caso si sta cercando un servizio o un prodotto. Si vuole probabilmente avere un indirizzo, un numero di telefono ecc. Ad esempio “Ristorante di pesce a Venezia” è una query Do perchè voglio un ristorante di pesce.

Vital

Query di <<brand>>, così chiamata perchè si cerca un marchio ben specifico. Ad esempio: “microsoft” è una query brand perchè voglio ottenere come primo risultato il sito della Microsoft.

Personalized

Query <<adattiva>>, perchè segue le tue abitudini di navigazione e la tua geolocalizzazione per fornirti risultati inerenti al luogo in cui vivi e agli interessi che hai.

Le query si possono anche fondere tra loro, facciamo un esempio:

“Creare un tema WordPress”

Questa è sicuramente una query KNOW+DO perchè voglio sapere COME creare un tema Wordpress(Know) e magari SCARICARE un framework gratuito che mi permetta di arrivare facilmente al mio obiettivo (DO).

E’ molto importante quindi creare contenuto di valore rispettando le intenzioni di ricerca degli utenti. Questo significa che prendendo come riferimento l’esempio precedente dovrai creare una guida che spiega come creare un tema WordPress e infine mettere un link a un tool, un programma o un framework che possa facilitare l’utente nello sviluppo del tema.

Ricorda sempre che l’obiettivo dei motori di ricerca è quello di mostrare sempre il miglior risultato e l’obiettivo dell’utente è trovare una risposta alle sue domande velocemente.

Se rispetterai sempre queste semplici regole creerai contenuto di valore che verrà preso in considerazione sia dagli utenti sia da Google che probabilmente ti premierà mostrandoti per primo nelle sue SERP.

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