L’importanza del Business Plan nella SEO

SEO: l’importanza del business plan

La SEO, ovvero la Search Engine Optimization, consiste in tutta quella serie di
ottimizzazioni e pratiche che consentono a un sito web o a un blog di incrementare le visite organiche, ovvero quelle derivanti dai motori di ricerca.

In Italia, quando parliamo di motori di ricerca, ci riferiamo sostanzialmente a Google, in quanto il 94% degli utenti lo preferisce agli altri competitor, come Bing, Yahoo eccetera.

Come ottenere risultati con la SEO?

In questo articolo mi sono posto l’obiettivo di dare risalto a una tematica spesso sottovalutate dai SEO.

Spesso ci si butta a capofitto nell’ottimizzazione on-page del sito web e nella
creazione di link, dimenticando che ciò che sta alla base è lo studio del business.

Un buon progetto nasce da un business plan accurato. Tale business plan consta sostanzialmente di 2 fasi fondamentali. Solo una volta completate queste potremo concentrarci sul resto.

Le due fasi sono:

  1. Studio dell’intento della ricerca
  2. Ricerca delle query migliori

Vediamo allora queste 2 fasi più nel dettaglio

1) Studio dell’intento della ricerca

Si tratta di una fase troppo spesso sottovalutata. In sostanza dobbiamo accertarci che il nostro sito web o blog sia idoneo a posizionarsi su Google per l’argomento che desideriamo.

Google, in pratica, capisce cosa gli utenti stanno ricercando. Se qualcuno ricerca “hosting wordpress” Google tenderà a mostrarci come risultati siti web che offrono servizi di hosting, che vendono tale servizio.
Questo perché l’intento della ricerca, in questo caso, è l’acquisto: chi fa questa ricerca vuole comprare un servizio.

Se noi abbiamo un semplice blog con delle informazioni, quindi, sarà difficile
posizionarci per tale parola chiave.
Talvolta basta poco per cambiare l’intento della ricerca nella SEO: se cerchiamo “miglior hosting wordpress” l’intento della ricerca cambia. Quella semplice parola in più, “miglior”, fa sì che la ricerca non abbia una finalità d’acquisto, ma di ricerca di informazioni.

Infatti se effettuiamo la ricerca ci accorgeremo come, invece di siti web che offrono il servizio, vi siano in prima pagina molti blog che parlano dei vari servizi di hosting, dando appunto informazioni e consigli.

Quello che abbiamo imparato è quindi che dobbiamo individuare cosa offriamo nel nostro sito, e poi, per le varie parole chiave che potrebbero interessarci, dobbiamo studiare le SERP.

Un buon SEO studia le SERP comprendendone l’intento di ricerca, al fine di puntare su query che possano effettivamente essere congruenti con il sito.

risultati di una ricerca su google

2) Ricerca delle query migliori

Un tempo si posizionava un sito per delle parole chiavi specifiche, ora invece si tende a posizionare per argomento. Grazie a tool gratuiti possiamo conoscere il volume di ricerca delle varie parole chiave, riuscendo quindi a effettuare delle stime sul valore monetario che queste potrebbero avere.

E’ importante valutare 3 diversi fattori:

a. Il volume di ricerca

b. Il valore economico

c. Il livello di competizione

Il volume di ricerca è molto semplice da valutare. I tool online ci dicono un valore più o meno preciso riguardo il numero di volte che una certa query viene cercata su Google. Ovviamente se il nostro sito/blog si rivolge a tutta l’Italia i valori che troveremo saranno più elevati.

Se invece siamo una realtà locale (un autonoleggio, una pizzeria ecc), potremo “accontentarci” di parole chiave con volume di ricerca inferiore.

Che volume di ricerca devono avere le parole chiave per andar bene nella SEO?

Non c’è un numero preciso: dipende dal loro valore economico.

Più la parola chiave è precisa e ben definita, e più è associata a un prodotto/servizio costoso, più il suo valore economico è maggiore. E quindi minore è il volume di ricerca necessario a renderla sufficientemente appetibile.

Esempio: “immagini divertenti” ha 368 mila ricerche al mese. Un volume notevole. Ma non è associata ad alcun prodotto o servizio. Chi la cerca vuole solo vedere qualcosa di rilassante, e non è disposto a spendere denaro.

La query “ortopedico palermo”, invece, ha 170 ricerche al mese. Molte, molte meno. Ma chi la cerca, tipicamente, sta cercando un medico cui rivolgersi per motivi di salute. Chi ha problemi di salute sarà disposto a pagare per risolverli. Inoltre si tratta di una ricerca locale: contiene il nome della città, quindi è piuttosto specifica.
Per tal motivo, nonostante un volume di ricerca molto inferiore, la seconda parola chiave è più appetibile. Ovviamente a patto che abbiamo uno studio di omino che fa okortopedia.

Una volta individuate parole chiave rilevanti dal punto di vista economico, e che abbiano un volume di ricerca sufficiente, potremo poi passare allo studio della concorrenza.

Studieremo quindi nuovamente le SERP, stavolta non per individuarne l’intento della ricerca, ma per studiare i punti di forza e di debolezza dei siti già presenti in prima pagina.

Più i siti già presenti sono ottimizzati dal punto di vista SEO, e più è alto il numero di link di qualità che essi ricevono, più la concorrenza sarà alta.

Dobbiamo quindi valutare il budget a nostra disposizione, per capire se esso è sufficiente per ottenere determinati risultati.

Facciamo un esempio, anche stavolta.

La query “microsoft surface” presenta in prima pagina, almeno nel momento in cui scrivo, dei concorrenti molto agguerriti.

In prima posizione c’è il quasi imbattibile sito ufficiale della microsoft.
Scalzarlo dalla prima posizione per questa ricerca ritengo che sia praticamente impossibile.
Seguono altri concorrenti molto importanti, come lo store della microsoft, amazon eccetera.

E’ vero che questa query ha 8mila ricerche mensili ed è discretamente monetizzabile, ma non è la nostra miglior scelta, a causa di una concorrenza molto elevata (a meno che non disponiamo di budget davvero molto importanti).

Conclusioni

Un buon SEO scava quindi più in profondità, alla ricerca di query magari con un numero inferiore di ricerche, ma comunque monetizzabili e con una concorrenza non troppo alta.

Ricordiamoci infatti un ultimo punto fondamentale: le query cosiddette long tail hanno spesso un potenziale economico superiore a quelle più generiche.
Questo perchè sono più specifiche, si rivolgono a un pubblico mirato e ben targetizzato.

Una volta che avremo individuato parole chiave che siano congruenti con ciò che offriamo, che abbiano un buon volume di ricerca e una concorrenza alla nostra portata, potremo finalmente iniziare con la classica SEO, ovvero con l’ottimizzazione onpage del blog e la link building.

Ma se avremo elaborato un business plan valido il grosso del lavoro sarà già fatto.